Salgono i tassi: mutui in calo alle famiglie

  • giovedì 12 gennaio 2012
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La crisi si fa sentire e la contrazione dei prestiti delle banche a famiglie e imprese è un segnale preoccupante perché vuol dire che c’è sempre meno linfa per alimentare l’economia mentre si sta viaggiando verso un anno di recessione. Le cifre che ha diffuso ieri la Banca d’Italia segnalano a novembre il fenomeno che le imprese, soprattutto le più piccole, stanno denunciando da tempo.

E cioè la restrizione delle condizioni del credito con rischio di credit crunch. Ebbene, in novembre i prestiti bancari alle famiglie, essenzialmente Mutui, sono scesi su base annua al 3,9% dal 4,3% di ottobre. E’ il dato più basso degli ultimi dodici mesi che denuncia una decisa frenata, insolita in questo settore. Diminuiscono anche i Finanziamenti alle imprese, calati al 4,4% dal 5,3% quasi un punto in meno.

Sono rimaste invariate invece le sofferenze, cioè i prestiti mai rimborsati, con un tasso di crescita annuo comunque altissimo al 22,1%. Il rallentamento dei prestiti è stato accompagnato da un rialzo dei tassi, che conferma la restrizione delle condizioni dei Finanziamenti bancari all’economia. Sempre nel mese di novembre i tassi sui Finanziamenti alle imprese sono saliti su base annua al 3,86% dal 3,74% di ottobre. Quelli sui Mutui per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, sono aumentati al 3,98% dal 3,81% di ottobre. Si tratta ovviamente dei nuovi Mutui, sia a rata variabile che a rata fissa, che stanno calando anche per la contrazione nelle vendite degli immobili. In controtendenza diminuiscono, ma i livelli sono nettamente più alti, i tassi sulle nuove erogazioni di credito al consumo scesi al 9,08% dal 9,31% di ottobre.

Salgono invece anche, ma di poco, i tassi sui depositi: fermi allo 0,58% quelli sui conti correnti sono aumentati dello 0,25% invece quelli con scadenza prestabilita, passati dal 2,45% di ottobre al 2,60%, incidendo sulla media dei tassi sui depositi in generale incrementati dall’1% di ottobre all’1,05% di novembre. I depositi di famiglie e imprese hanno del resto continuato a diminuire, registrando sia in ottobre che in novembre una crescita negativa, con una contrazione rispettivamente dello 0,6% e dello 0,7%.

I dati della Banca d’Italia confermano dunque l’allarme sul credito denunciato la fine dello scorso anno non solo in Italia ma in tutta Europa, determinato dalle tensioni sulla liquidità causate a loro volta dal rialzo dei costi della raccolta. Le crisi dei debiti sovrani hanno cioè determinato una generale sfiducia tra le stesse banche che hanno smesso di prestarsi soldi l’un l’altra sull’interbancario e hanno fatto salire i tassi di interesse dei Finanziamenti sulmercato (nei primi sei mesi dell’anno le banche europee dovranno rinnovare obbligazioni per circa 400 miliardi), in particolare per le banche italiane penalizzate dai forti rialzi dei titoli pubblici del Paese.

Da qui l’intervento della Bce che a fine dicembre ha elargito prestiti in quantità illimitata agli istituti di Eurolandia eliminando quindi le preoccupazioni per la raccolta e fornendo liquidità per non far mancare i prestiti a famiglie e imprese. Bisognerà aspettare i dati Bankitalia di dicembre emeglio di gennaio per sapere se quantomeno l’obiettivo di evitare il credit crunch sia riuscito, anche perché c’è il forte sospetto che prese dall’incertezza le banche europee, italiane comprese, stiano parcheggiando la liquidità ottenuta presso la stessa Bce che giorno dopo giorno segnala record nell’ammontare dei suoi depositi overnight.

 

Fonte: http://www.blogncc.com


Tag: banca d italia, conti correnti, credit crunch, Finanziamenti, Mutui


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