Mutui in Italia
L’aria da credit crunch ha già spinto i Mutui a livello di guardia. Al punto che da aprile le banche perderanno anche l’aiuto “improprio” delle assicurazioni sui contratti, con le quali finora hanno strappato ulteriori commissioni alle tasche dei clienti. In questo scenario, spicca il comportamento della finanza etica.
Le banche italiane faticano nell’attività di fund rising, e quello che raccolgono, lo depositano presso la Bce a un tasso di interesse dello 0,25% piuttosto che immetterla nel circuito economico. Questo circolo vizioso alimenta tassi e spread elevati su operazioni di credito immobiliare, con il risultato che il mercato è fermo, le condizioni onerose e l’accesso per le giovani coppie quasi impossibile. La maggior parte delle banche aumenta sostanzialmente gli spread anche grazie al fatto che è da poco cambiato il metodo di calcolo del tasso di usura di cui è aumentata la soglia. Per i Mutui a tasso fisso il tasso di usura è passato dal 7,02% al 10,44%, mentre per quelli a tasso variabile, dal 4,85% al 7,99% così che le banche hanno potuto spingere l’asticella verso livelli dapprima fuori norma. Questa situazione di mercato ha portato negli ultimi mesi quasi all’equiparazione di tassi tra mutuo immobiliare e prestito personale.
Questa dinamica che ha riguardato le operazioni di credito immobiliare, ha permesso di porre l’attenzione sulle assicurazioni immobiliari, quelle polizze legate ai Mutui, che da aprile 2012 gli istituti bancari non potranno più sottoscrivere contestualmente al mutuo stesso, secondo un recente provvedimento dell’Isvap, il numero 2946. La norma stabilisce che gli intermediari assicurativi, ivi incluse le banche e altri intermediari finanziari, non possono ricoprire simultaneamente il ruolo di distributori di polizze e di beneficiari (o vincolatari) delle stesse. La disposizione entrerà in vigore il 2 aprile 2012, in modo da offrire agli operatori il tempo utile per adeguare l’operatività.
Il procedimento è frutto di indagini compiute anni fa dall’Authority sulla prassi commerciale di vendita delle stesse in merito all’erogazione di Mutui alla clientela. È emerso che le polizze, sebbene non obbligatorie, sono di fatto imposte dalla banca e dagli intermediari finanziari al cliente quale condizione per accedere al mutuo o al prestito. Normalmente non rientrano nemmeno nel calcolo del Taeg (tasso annuale effettivo globale), in modo tale che il debitore si trova alla fine a pagare più di quanto inizialmente preventivato. Inoltre sono di solito vendute esclusivamente in forma di premio unico, da pagare anticipatamente all’atto dell’accensione della richiesta e spesso hanno costi elevati dettati dal fatto che si nutrono di aliquote provvisionali medie più elevate rispetto a quelle riconosciute agli agenti.
In questo contesto è da rilevare l’anomalia positiva della finanza etica che conferma la sua capacità di tenuta e il suo ruolo anticiclico in questa gravissima crisi economica. Banca Etica sembra riuscire ad andare controcorrente rispetto alle altre banche soprattutto nella politica di tassi da accordare ai Mutui immobiliari. Attualmente la Banca applica tassi di interesse variabili Euribor, per un finanziamento di 30 anni, a partire dal 3,06%, mentre tassi fissi, indicizzati all’Irs a 5 anni, del 4,6 per cento. Banca Etica ha chiuso il 2011 registrando per il terzo anno consecutivo, una crescita a due cifre nei volumi. La raccolta di risparmio ha raggiunto quota 717 milioni di euro, pari all’11,7% in più rispetto al 2010, mentre i crediti erogati sono pari a 540,8 milioni di euro (+ 24% sul 2010), cresce anche il capitale sociale della Banca che registra nel 2011 un +14 per cento.
Fonte: http://www.eticanews.it




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