Risparmio energetico: fondi agevolati

  • lunedì 20 febbraio 2012
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A sette anni esatti dall’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto, il Governo italiano istituisce un fondo da 600 milioni di euro per erogare finanziamenti per la realizzazione di misure orientate alla riduzione delle emissioni climalteranti.

Con questi finanziamenti, il cosidetto Fondo Kyoto, lo Stato italiano insieme alle Regioni e Provincie si impegna quindi a finanziare una vasta gamma di soggetti pubblici e privati nell’eseguire interventi per l’efficienza energetica nel settore edilizio e in quello industriale.
Ma cos’è nel dettaglio il Fondo Kyoto?

Il Fondo Kyoto è definito come un fondo rotativo, con provvista dello Stato e alimentato dalle somme restituite ciclicamente dai soggetti beneficiari, che eroga finanziamenti agevolati erogati con la forma di prestiti di scopo con tasso fisso del 0,50 % annuo. La durata del prestito non è inferiore a 3 anni e non superiore a 6 (estesa a 15 anni per i soggetti pubblici).
Secondo quanto comunicato dalla Cassa Depositi e Prestiti, che gestirà parte delle operazioni di raccolta delle richieste direttamente sul proprio sito, gli interventi finanziabili sono raggruppati in 7 misure:

- microcogenerazione diffusa (impianti ad alto rendimento elettrico e termico fino a 50 kWe, che utilizzano gas naturale, biomassa vegetale solida, biocombustibili liquidi di origine vegetale, biogas e in co-combustione gas naturale-biomassa);
- rinnovabili (impianti di piccola taglia eolici, idroelettrici, solari termici, termici a biomassa vegetale solida, fotovoltaici);
- motori elettrici;
- usi finali (risparmio energetico e incremento dell’efficienza negli usi finali dell’energia);
- protossido di azoto;
- ricerca;
- gestione forestale sostenibile.

Ad attirare l’attenzione del settore dell’involucro sono le misure per usi finali che comprendono anche “interventi su involucro di edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari esistenti, riguardanti strutture opache verticali, orizzontali o inclinate, chiusure trasparenti comprensive di infissi e vetri, chiusure apribili e assimilabili quali porte e vetrine anche se non apribili, delimitanti il volume riscaldato, verso l’esterno e verso vani non riscaldati”.

Definizione che in modo chiaro apre anche al mondo delle facciate e dei serramenti. Importante però segnalare che il Fondo Kyoto prevede diverse tipologie di interventi finanziabili a seconda del soggetto che richiede il prestito. Nel caso degli interventi sull’involucro le richieste possono essere effettuate solo da soggetti pubblici e le imprese. Per questa parte i fondi stanziati ammontano, nel primo Ciclo di Programmazione, a 135 milioni di euro che sono stati assegnati a Regioni e Provincie autonome riconoscendo per ciascuno una quota fissa ed una variabile.

Ad annunciare la nascita del “Fondo Kyoto”, così è stato battezzato, sono stati il ministro dell’Ambiente Corrado Clini e il ministro per lo Sviluppo Economico Corrado Passera insieme al presidente della Conferenza Stato-Regioni, Vasco Errani, il presidente e l’amministratore delegato della Cassa Depositi e Prestiti Franco Bassanini e Giovanni Gorno Tempini, e il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini. Secondo il ministro Clini il Fondo Kyoto avrà un effetto moltiplicatore per un investimento stimato in almeno il doppio per l’economia nazionale.

 

Fonte: http://www.guidafinestra.it


Tag: efficienza energetica, finanziamenti agevolati, Passera, settore edilizio


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